Giovedi 30-11-2006
LETTERA APERTA AL DIRETTORE DEL SECOLO XIX
Nel merito dell'articolo sulla distrazione di fondi da parte di una associazione genovese
Caro Direttore,
so’ che l’argomento che sto’ per sottoporle non è facile.
E’ una “battaglia” che molti portano avanti senza purtroppo avere successo.
Evidentemente è difficile far capire cosa voglio e vogliamo dire (faccio parte della sezione di Genova dell’associazione nazionale che raccoglie famiglie adottive e affidatarie: l’ANFAA)
Peraltro mi rendo conto che la tentazione di utilizzare parole che “colpiscono” ed emozionano e, scusi la franchezza, possono far vendere di piu’, è forte.
Mi riferisco in questo caso all’uso della parola “adozione” in occasione della vicenda CCS/Oppedisano & C.
Sono in papà adottivo, per mia figlia e per molti bambini e ragazzi adottati (a Genova sono centinaia e molte migliaia in Italia) la parola “adozione” è positiva, significa essere entrati in una famiglia che non avevano, vuol dire avere un papà, una mamma, ma non solo, dei nonni degli zii, spesso dei fratelli.
Anche per noi genitori il termine “adozione” è meraviglioso, impegnativo e commovente, segno di un percorso vissuto.
Leggere sempre più spesso questa parola in abbinamento a concetti negativi è semplicemente terribile e riempie il nostro cuore di amarezza.
Ieri mattina le locandine del quotidiano che lei dirige, poste all’esterno delle edicole, recitavano a grandi caratteri “ADOZIONI TRUFFA….”
La prego immaginare cosa può pensare mia figlia quindicenne che legge queste cose. Cosa possono pensare tutti gli altri bambini e ragazzi.
Tra l’altro nel caso della succitata incresciosa vicenda, a mio avviso, nella migliore delle ipotesi si dovrebbe parlare di aiuto o sostegno a distanza, e non adozione; non può esistere un’adozione a distanza!
Le parole hanno un valore e chiedo il suo aiuto affinché, a partire dalle pagine che lei dirige, la “parola adozione” si riappropri della dignità, positività e gioia che molti vivono quotidianamente nella propra famiglia e non a distanza.
Nel ringraziarla per l’attenzione la invito, nel caso volesse pubblicare la presente, a non indicare il mio nome (per aspetti legati a comprensibile riservatezza) ma a “firmarmi” eventualmente come “Un papà adottivo” .
Resto invece a sua disposizione nel caso volesse approfondire il tema.
Cordiali saluti
Galbiati Maurizio - 335.6515173
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