Mercoledi 15-02-2006
ADOZIONI INTERNAZIONALI: MA I DIRITTI DEI BAMBINI VENGONO PRIMA
IL TESTO, ATTUALMENTE ALL’ESAME DEI PARLAMENTARI, SEMPLIFICA E RENDE PIÙ VELOCI LE PROCEDURE, SALTANDO I CONTROLLI DEI SERVIZI SOCIALI. MA COSÌ FAVORISCE SOLO GLI ADOTTANTI.
Anche il Presidente Adriano Sansa ha preso posizione sul Disegno di Legge che, anche grazie al movimento che si è creato per contrastarlo non solo fra le associazioni di volontariato come l'Anfaa ma anche fra molte personalità, non è stato approvato. L'articolo del Dott. Sansa, che riportiamo, è stato pubblicato sul n. 3-2006 della rivista Famiglia Cristiana.
'Di buone intenzioni è lastricata la strada dell’inferno. Così si deve dire del disegno di legge in materia di adozione e affidamento internazionali presentato dal ministro per le Pari opportunità Prestigiacomo e da quello degli Esteri Fini al Senato, appena approvato in commissione e ora in procinto di passare al vaglio definitivo. Frettolosamente, nelle pochissime sedute rimaste. A maggioranza, in una materia in cui non è lecito neppure concepire un voto per schieramenti. Si tratta di bambini, nel cui interesse vitale - prima che in quello dei pur generosi adottanti - esiste anche l’adozione internazionale: che, secondo la legge italiana e le convenzioni internazionali, è una via aperta solo quando vi sia l’abbandono e non si possa ricorrere all’adozione nel Paese di origine. È splendida la disponibilità dei genitori adottivi a impegnare così la loro vita. Ma restano le responsabilità collettive di giustizia e di solidarietà nel soccorso ai Paesi poveri, nell’aiuto alle famiglie per prevenirne l’abbandono. Ricordava di recente il direttore della Caritas ucraina come le iniziative locali di sostegno siano più utili, e assai meno costose, di incontrollati soggiorni all’estero, con instabilità e turbamenti per gli sbalzi di ambiente. Ecco, indispensabile sarebbe una disciplina dei soggiorni, della loro durata, del loro progetto: di cura, di studio, in modo da promuovere quelli utili e da scoraggiare quelli volti a forzare o aggirare le norme sull’adozione. Infine, il mercato dei bambini esiste e disgraziatamente prospera. Il disegno di legge dunque accelera la procedura, esclude l’attuale utilissima parte dei servizi sociali, che nel valutare l’idoneità della coppia conduce intanto insieme a questa un cammino di informazione e preparazione all’adozione. Niente più, basteranno alcuni documenti e autocertificazioni, dai quali nulla di sicuro si potrà sapere sull’attitudine all’accoglimento di bambini spesso provenienti da esperienze traumatiche, da Paesi lontani e di diverse culture, segnati da sofferenze. Pochi giorni al Tribunale per i minorenni per pronunciarsi, anche se richieda approfondimenti e verifiche. Una sbrigatività pericolosa, un riguardo alle aspirazioni dei richiedenti ma non al minore. E se tra le domande ve ne fossero di coppie inadatte, fortemente disturbate, incapaci o perfimo animate da scopi distorti? Perché cambiare una prassi che è oggi soddisfacente? Perché non rendere più solidi, efficienti e rapidi i servizi sociali chiamati alle verifiche e al sostegno? Perché non rafforzare i Tribunali per i minorenni, che si volevano abolire e invece oggi hanno compiti crescenti e delicatissimi per l’aumento delle coppie di fatto e in particolare del disagio dei figli di immigrati? Non basta. Si vuole introdurre un “affidamento internazionale” per i minori “temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo” a famiglie o persone in grado di assicurare loro in Italia mantenimento, educazione, affetti. Non i soggiorni brevi, che comunque restano senza regola. Ma affidamenti prolungati, da regolare con accordi internazionali. Bisogna pensarci bene: non sarebbe necessario privilegiare la cooperazione internazionale e promuovere adozioni e affidamenti sul posto? Quali legami si costituiranno, quali si manterranno, quali instabilità affettive ne potranno nascere, quali strumentalizzazioni ne potranno derivare? È materia così difficile, delicata e preziosa, che occorre rifletterci bene, tutti insieme: molte autorevoli associazioni che si occupano dei diritti dei minori hanno espresso pareri contrari, preoccupati. Non si può legiferare correndo, veloci nelle ultime ore, per ottenere personali vittorie. Fate un passo indietro, ve ne preghiamo'.
Adriano Sansa, Magistrato
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