ANNI SENZA VITA AL COTTOLENGO
Il racconto e le proposte di due ex ricoverati
Emilia De Rienzo e Claudia De Figueiredo
Rosenberg & Sellier, Torino, 2000, pag. 135, L. 18.000
OFFERTA SPECIALE (comprese spese di spedizione) L. 15.000
Non più emarginati, ma cittadini a pieno titolo, conquistano la libertà e iniziano una nuova vita: Roberto dopo 35 anni di ricovero al Cottolengo di Torino, Piero dopo 24 anni nello stesso istituto. Ascoltiamo la storia della loro vita.
Roberto, nato nel 1945, affetto da tetraparesi spastica: "Io posso dire di aver cominciato a vivere davvero solo quando ho cominciato a lottare contro chi mi voleva vedere un soggetto "affidato" al "buon cuore degli altri". (…) Gli istituti non devono più esistere. Aiutare gli altri non può e non deve più significare ricoverare dentro quattro mura chi ha dei problemi".
Piero, nato nel 1957, con dei moncherini al posto di braccia e gambe, afferma: "Oggi molte famiglie lottano per i loro figli, per tenerli con sè ed è una cosa molto bella vedere i bambini anche handicappati molto gravi essere coccolati dalle loro mamme e dai loro papà, giocare con i fratelli e con gli amici, sorridere come tutti gli altri bambini. Il sorriso di quei bambini, ve lo posso garantire, non è lo stesso dei bambini chiusi negli istituti".
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